Chi, s’io gridassi, mi udrebbe mai dalle sfere
degli angeli? E se pure d’un tratto
uno mi stringesse al suo cuore: perirei della sua
più forte esistenza. Poiché del terribile il bello
non è che il principio, che ancora noi sopportiamo,
e lo ammiriamo così, ché quieto disdegna
di annientarci. Ogni angelo è tremendo.


domenica 15 aprile 2012

E ci penso, sai? Mentre questa musica suona. E' così dolce, delicata che mi sembra di entrare in contatto con un'altra realtà, divisa da me. Ci sono due me, quella rossa, forte, calda, pervasa da un mare di emozioni, che seduce e si lascia sedurre.  E poi c'è quella blu, fredda, sognatrice, fragile, che forse, piace solo a se stessa o nemmeno. Entrambe danno quel viola che amo tanto e che non potrebbe essere se una delle due mancasse. Col tempo ho imparato a tenerle separate e lasciare che ognuna di esse si liberasse all'occorrenza.Così, tutto diviene come una marea che affida le sue onde al vento. Spesso, una combatte l'altra e a volte si amano. E tutto diventa emozionante come guardare il mondo dalla vetta più alta di una catena montuosa. E Dio sa, quante volte avrei voluto lasciarmi andare e scendere sospinta dalle correnti ascensionali, ma poi la mia parte razionale e tranquilla prende il sopravvento, e alla caduta libera, preferisce la passeggiata tra il verde e le rocce. Mi rendo conto di essere troppo quieta alle volte..e troppo furiosa, le altre..E so che entrambe, se potessero si morderebbero a vicenda come l'Horoborus si morde la coda. E tutto ricade, nel cerchio dell'infinito..E' una tempesta avversa che non demorde e lascia sofferenze atroci che ti cullano e ti rendono vivo

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